Ritrovandoci a fare con voi un bilancio dopo il periodo pandemico, ci siamo resi conto di come ci siano alcune riflessioni riguardanti il concetto di scienza che la storia recente ci suggerisce e che ci fa piacere condividere con voi.
Davanti agli evidenti disaccordi e contraddizioni emersi nel mondo sanitario nel periodo trascorso, e che si stanno protraendo, socialmente in Italia si sono come creati due schieramenti, opposti ed agguerriti, addirittura pro e contro la scienza cosiddetta ufficiale, che hanno portato famiglie e comunità ad entrare in conflitto generando un clima di incomprensione, assolutismo e reciproco dileggio. Ci siamo probabilmente tutti dimenticati cosa sia la scienza…
Cosa è davvero la scienza?
La conoscenza scientifica della natura, intesa come la comprensione razionale dello svolgimento dei processi fisici, è considerata dalla quasi totalità dei razionalisti una meta assolutamente irraggiungibile, di natura metafisica che si presenta come scienza della realtà assoluta, che cerca cioè di dare una spiegazione delle cause prime della realtà prescindendo da qualsiasi dato esperienziale.
La convinzione che ha la scienza di procedere in direzione di questa meta viene sostenuta dalla suggestione della quantità di vantaggi conoscitivi e tecnologici che vanno via via moltiplicandosi lungo il suo cammino, e l’ottimismo dilagante che ne deriva è spesso sufficiente ad eleggerla quale esclusiva guida ideologica dell’uomo verso il migliore dei mondi possibili.
Come procede la scienza
Per capire esattamente la natura della scienza occorre conoscerne la storia, da una prima fase più empirica si è transitati ad una fase in cui si è fatta strada sempre di più la ricerca della teoria reggente i fenomeni naturali, e teoria dopo teoria, un meccanismo importante attraverso il quale si è direzionata la scienza è stato l’effetto dei paradossi, fra i quali alcuni agiscono come un’impossibilità di comprendere ciò di cui si fa esperienza, altri si presentano come vere e proprie contraddizioni in logica, poiché derivano correttamente da premesse di cui nessuno metterebbe in dubbio la coerenza, altri ancora riguardano il netto disaccordo tra l’oggetto dell’esperienza sensibile e il discorso che lo riguarda, cioè tra un dato aspetto della realtà e la rappresentazione che ce ne facciamo.
Sono proprio i paradossi a generare la rottura di schemi scientifici precedenti ed il loro superamento, perché creano la necessità di successive teorie che li acquisiscano all’interno e li giustifichino, che genereranno però a loro volta altri paradossi: questo è il modo di procedere che si evince dalla storia della scienza. È un meccanismo che si evolve in direzioni comunque condizionate dal partire dagli assunti precedenti.
Questa convinzione di essere sempre sulla strada maestra, unita anche ad una buona dose di intolleranza, ha portato nelle varie epoche storiche a sacrificare socialmente e a volte anche fisicamente chi apportava visioni innovative, spesso acclamate successivamente dalla scienza e nel tempo anch’esse altrettanto superate da teorie successive. Non stiamo parlando quindi di nulla di assoluto o di necessariamente vero, ma di un percorso tortuoso e difficile di ricerca di comprensione della realtà. Spesso scopriamo negli antichi scritti consapevolezze oggi rivalutate e di cui si sta riappropriando la comunità scientifica che fino a ieri li considerava semplicemente miti, stregonerie, espressioni di culture arcaiche. Nulla di nuovo sotto al sole, dunque, nonostante la fierezza di appartenere agli anni 2000.
Contribuire alla consapevolezza
In un contesto quotidiano che in questo momento sembra quasi chiederci di schierarci ideologicamente a favore o contro le posizioni assunte dalla scienza ufficiale, ricordiamo che in entrambe queste posizioni, che appaiono sempre di più sofferenti di incomunicabilità, tutte le persone si muovono sinceramente spinte da ideali come la sicurezza, la salute, l’amore per il prossimo, e molti altri, da buone intenzioni, portate avanti basandosi sul proprio modello del mondo. E ricordiamoci che ciascuno può e deve scegliere della propria vita e della propria salute in coerenza con i propri valori e con posizioni rispettose ed ecologicamente positive sia per sé che per gli altri.
Come appare evidente, solo uno sguardo sereno e sempre disponibile a valutare ogni possibilità, senza intolleranze, senza farsi condizionare eccessivamente né dai dettami scientifici del periodo storico in cui si sta vivendo né dalle teorie filosofico-spirituali del momento, apre le porte a quello che si traduce in una vera evoluzione del grado di consapevolezza della società. La risposta sta probabilmente nell’evitare prese di posizione piene di ideologia, mantenendo uno sguardo aperto, ampio, onesto, consapevole, recettivo, non giudicante o vittimistico, il che già non è facile.
Ma soprattutto la risposta sta nell’informarsi sempre e in modo il più esaustivo possibile, con curiosità, determinazione e con onestà intellettuale, sugli argomenti dei quali si conosce poco: evitiamo le chiacchiere da bar e cerchiamo su PubMed proprio tutte le voci del panorama scientifico, ascoltiamo le storie delle persone, osserviamo gli avvenimenti con attenzione, per poter andare insieme davvero verso il migliore dei mondi possibili dando il nostro piccolo contributo.





