Corso di Mindfulness

LA VIA DELLA NATURA

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Mindfulness

DESCRIZIONE DEL CORSO 

MINDFULNESS

Il concetto dell’ “essere presenti” si può trovare in molte tradizioni spirituali come taoismo, islam, cristianesimo, giudaismo; ad oggi si è esteso oltre i confini della spiritualità e della psicologia, coinvolgendo anche la medicina, le neuroscienze, gli affari interpersonali e professionali. Le radici della mindfulness provengono storicamente dalle discipline meditative buddiste (Stahl & Goldstein, 2015).

Infatti l’approccio di Budda non era di cambiare la situazione ma di avere degli “insight” o “illuminazioni” diretti sull’esperienza e si possono trovare immagini di yogi in India datate a più di 4000 anni fa, seduti in meditazione con lo sguardo rivolto verso l’interno. Mindfulness è un termine occidentale, ed è la traduzione della parola “sati” che significa Presenza mentale, Consapevolezza del presente, Nuda attenzione, Essere nel corpo.

“L’essenza delle pratiche di consapevolezza è universale, non è però connessa a ideologie o credenze, perciò non è direttamente collegata al buddismo o alla tradizione orientale. Essa si regge sull’esperienza diretta. La Mindfulness, significa porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (Jon Kabat-Zinn, 2016).

Il metodo Mindfulness, portato per primo nella pratica terapeutica e nella clinica da Jon Kabat-Zinn, consiste essenzialmente nell’allenamento di due componenti strettamente interconnesse tra loro:1. l’abilità di dirigere l’attenzione all’intera esperienza del momento presente, sia interna che esterna (autoregolazione dell’attenzione);2. l’attitudine con cui lo si fa, caratterizzata da apertura, accettazione, curiosità.

La Mindfulness consente lo sviluppo e il potenziamento della qualità della presenza mentale o consapevolezza, rendendo le persone sempre più consapevoli dei propri pensieri automatici, delle emozioni e sensazioni fisiche presenti, favorendo un rapporto diverso con i propri contenuti mentali: le persone non sono più in balia dei propri schemi mentali ma divengono in grado di scegliere consapevolmente come rapportarsi con le proprie esperienze. In sostanza, di fronte ad una situazione che implica una qualsiasi azione (fisica, mentale, comportamentale), interponendo la nostra “consapevolezza” siamo in grado di dare una risposta adeguata rispetto ad una reazione in molti casi inappropriata.

“Mindfulness è coltivare la consapevolezza della mente e del corpo e vivere hic et nunc, nel qui e ora” (Stahl & Goldstein, 2015).

“La vita è uno scorrere continuo e momentaneo di esperienze, dove tutto è in trasformazione. Le opinioni, le relazioni, le cose che ci appartengono, il nostro corpo, sono tutti elementi che continuano a cambiare ed evolversi nonostante ci sembrino stabili e maturi. Con la mindfulness si pratica l’adottare questa esperienza. La meditazione mindfulness significa osservare con intenzione il corpo e la mente, permettendo alle esperienze di fluire accettandole per come sono senza controllarle, senza rifiutarle, giudicarle o cambiarle, non c’è il bisogno di provare qualcosa di speciale, ma di essere lì, di concederselo e vivere il momento. Praticare la meditazione significa stare nel presente deliberatamente, il mezzo e lo scopo sono gli stessi, non c’è un punto di arrivo o uno scopo, ma si ricerca di essere dove si è però in modo intenzionale (Kabat-Zinn, 2016) ”.

“La pratica Mindfulness  è un modo per uscire dalla trance della vita quotidiana, piena di abitudini consce, inconsce, automatiche e abituali” (Didonna, 2012).

Una nuova consapevolezza costruita attraverso la pratica Mindfulness  può dare uno proprio spazio di sicurezza, cioè la cosiddetta  “base sicura”, una modalità di essere semplicemente nel presente e non interessata agli scopi o agli obiettivi della vita quotidiana. La mindfulness quindi non è fuga dalla realtà, ma essere nella realtà con lucidità e chiarezza.

La pratica meditativa della mindfulness oltre a combattere efficacemente lo stress, l’ansia, gli stati umorali deficitari e il dolore cronico offre ulteriori benefici, fra i quali:

  • Riduzione del consumo di ossigeno e nella produzione di cortisolo
  • Diminuzione della frequenza cardiaca e respiratoria e della concentrazione del lattato ematico
  • Azione autoregolativa sulla pressione
  • Rafforzamento della risposta del Sistema ImmunitarioAumento della serotonina e del DHEA, aumento notturno della melatonina
  • Intensificazione dell’attivita α a livello cerebrale
  • Sincronizzazione emisferica

MINDFULNESS: USO DELLE METAFORE, ANSIA E UMORE

Come agisce la nostra Mente?
Possiamo immaginarla costituita da due parti distinte in continua interazione tra loro, anche se non in maniera esplicita ed evidente.
Una parte è la mente conscia, che si occupa di ciò che stiamo facendo nel presente. La mente conscia analizza, si attiva per risolvere i problemi e prendere decisioni. Lì risiede la motivazione e la memoria di lavoro, la consapevolezza di ciò che siamo e stiamo facendo nel presente.
Sotto questo livello, però, opera la mente inconscia, che caratterizza e rende unica la persona, ciascuno di noi. Possiamo immaginarla come il sistema operativo del computer che siamo, monitorando tutto ciò che ci circonda, proteggendoci contro pericoli reali o pericoli immaginari, autocreati. Un sistema basato vari programmi che sono stati inseriti nel corso della nostra vita, attraverso esperienze piacevoli e spiacevoli, eventi, situazioni, relazioni. Ogni cosa che abbiamo visto, sentito, sperimentato, è stata registrata in quel grande spazio di memoria inconscia dove non esiste spazio o tempo, dove tutto è rimasto anche se l’altra mente, quella conscia, si è illusa di averlo dimenticato. Tutto questo è accessibile attraverso la modalità immaginativa e il significato evocativo delle metafore e dei simboli che le compongono. I simboli possono causare una profonda trasformazione nella psiche: possono sciogliere i condizionamenti del passato e creare nuovi sbocchi all’energia e alle risorse psichiche. I simboli hanno anche funzione conoscitiva. Come dice Jung “indicano qualcosa di poco conosciuto o di completamente sconosciuto”, mettendoci in contatto con parti di noi stessi completamente inaccessibili alla mente analitica.

“Ci portano così a capire “vedendo” anziché “pensando”.

Impariamo a capire in maniere diretta, saltando lo stadio intermedio del pensiero razionale, che è spesso più ostacolo che di aiuto alla vera comprensione” (Ferrucci, 1981).
Possiamo intuire il significato di un’immagine simbolica concentrandoci su di essa e contemporaneamente rendendoci ricettivi alla sua qualità psichica e alla sua atmosfera psichica.
Questo può portarci ad un’identificazione con l’immagine, capendone la natura ancora meglio. A livello del simbolo la forma, come noi la intendiamo, non esiste. Questo è vero per qualsiasi altra qualità della mente inconscia: l’essenza della libertà, per esempio, non è visibile e misurabile.
Il simbolo è quindi una forma di carattere universalizzato, esemplare, che può rappresentare realtà intangibili alla nostra mente, sempre abituata ad aggrapparsi a qualcosa di reale.

“L’intuizione è la comprensione di una realtà psichica che di per sé non ha forma e che viene rappresentata concretamente da un simbolo”
(Ferrucci, 1981).

Nulla viene dimenticato. Nella mente inconscia risiedono quegli schemi emozionali a cui la mente conscia, grazie all’uso dei significati metaforici e dei simboli, può far accesso quando necessario (Banyan & Kein, 20019).

Grazie a questa modalità immaginativa, delicata, gentile ma potente è possibile riconnettere le due parti della nostra mente, sincronizzarle, riprogrammarle e renderci più adattabili e flessibili al cambiamento e alle vicissitudini della vita.

La nostra capacità di affrontare situazioni, eventi, relazioni, problemi è modulata dalla corrispondente capacità di regolare le nostre emozioni. Partendo da emozioni cosiddette “nucleari”, cioè il piacere e il dispiacere, generiamo poi moltissime sfumature emotive, con funzione di adattamento, tra le quali l’ansia o l’umore negativo e deflesso rivestono primaria importanza per renderci maggiormente adattabili all’ambiente che ci circonda. Se l’ansia deve fornire una funzione difensiva, attivandoci per una possibile reazione ai “pericoli”, siano essi esterni oppure interni, l’umore negativo è funzionale ad un congelamento del nostro “fare” e ad un recupero delle nostre risorse interiori. Entrambe queste emozioni hanno quindi funzioni adattive. Quando però chiediamo troppo al nostro organismo la funzione adattiva vira verso un lato disadattivo e disfunzionale, causando disagio poco controllabile e prolungato nel tempo.

L’ansia vede il suo innesco in un pensiero, o in un ricordo (il ricordo di un esame fallito o dell’incontro con un oggetto pericoloso) e attiva un circolo vizioso fatto di attivazione fisiologica da una parte (tensione, calo del sonno, suscettibilità a certi stimoli, sudorazione, mal di stomaco) e pensiero ripetitivo e non finalizzato al problem solving dall’altro, il cosiddetto rimuginio.
L’ansia è un’emozione che si può collegare alla macrocategoria dell’emozione di base della paura. Con la paura condivide il tema del pericolo ed anche lo schema di comportamento cosiddetto di “fight or flight” e “freeze” (combatti o scappa e congelati), ma data la diversa composizione dell’ansia, essa contiene altre sfumature che non appartengono alla paura. Possiamo affermare che l’ansia è un surrogato della paura, creata da noi stessi e nella nostra mente. Mentre, infatti, la paura richiede un oggetto o un fine concreto da temere, l’ansia non necessita di questo aspetto di concretezza per essere presente. Allo stesso tempo, da un punto di vista fisiologico, la reazione di paura è immediata, repentina e con un bassissimo coinvolgimento cognitivo, mentre l’ansia, al contrario, è riccamente stimolata dal pensiero (e viceversa).
Allo stesso modo, le esperienze negative del passato possono portarci a considerare il presente e il futuro senza speranza, innescando un circolo vizioso di pensieri negativi che abbatte il nostro umore. Ansia e umore abbattuto sono compagni di viaggio, alternandosi nell’andamento emozionale della persona.
La tecnica Mindfulness ci aiuta a rimodulare, rivalutare e pesare diversamente le varie situazioni attraverso modalità di pensiero e consapevolezza che nascono e si alimentano da una diversa e più realistica prospettiva. Nel percorso si apprenderanno quelle tecniche meditative basate sul significato analogico dei simboli, specifiche per migliorare gli effetti dell’ansia e per regolarizzare e stabilizzare il tono dell’umore.

PROGRAMMA MINDFULNESS

  • Evidenze scientifiche del paradigma Mente/Corpo: Meditazione, PNEI (Psico Neuro Endocrino Immunologia) ed Epigenetica
  • Meditazione e Mindfulness: differenze e similitudini
  • Le caratteristiche della Mindfulness: le pratiche meditative principali e i pilastri fondanti
  • La pratica formale e informale
  • Esperienza della pratica e condivisione
  • Esercizi di mindfulness: script e strumenti/protocolli di utilizzo
    • Respirazione
    • Suoni, emozioni e pensieri
    • Body Scan
    • Meditazione camminatao
    • Metafore

PROGRAMMA MINDFULNESS: USO DELLE METAFORE, ANSIA E UMORE

  • L’unitarietà del sistema Mente/Corpo
  • Mente conscia e inconscia: le metafore come punto di accesso alle risorse inconsce di cambiamento
  • L’importanza del valore simbolico delle immagini: la forza dei simboli
  • La tecnica Mindfulness; introduzione alla meditazione e all’utilizzo del respiro: esercizi pratici introduttivi
  • Metafore e simboli – Utilizzo mirato per sostenere il benessere e il cambiamento attraverso i significati analogici delle immagini.
  • Una serie di induzioni immaginative con specifici obiettivi:
    • Mantenere alto il livello del benessere: L’Isola dei Delfini
    • Sostenere il proprio “progetto di vita”: La Casa
    • Liberarsi dalla pesantezza quotidiana: Il Fiume, la Stanza Bianca, lo Zaino
    • Sostenere le proprie risorse e il cambiamento: il Faro, la Quercia, il Ciclo del Grano, la Villa
    • Valutare e pesare correttamente i problemi: le Giuste Proporzioni

Dopo ogni induzione si svolge una inquiry di gruppo.

  • Breve introduzione sul ruolo delle emozioni nell’ansia e nell’umore
  • L’ansia e il suo ruolo funzionalmente adattivo alla sopravvivenza emotiva e relazionale
  • Tecnica dell’ABC nei disturbi d’ansia
    Test dello stress percepito
  • L’umore e i pensieri negativi autoalimentati: caratteristiche e comportamenti
  • La tecnica Mindfulness; introduzione alla meditazione e all’utilizzo del respiro: esercizi pratici introduttivi
  • Test per la regolazione emotiva: la capacità immaginativa nell’utilizzo della meditazione
  • Metafore e simboli per l’ansia e l’umore – Induzioni immaginative specifiche:
    • Ansia: Il Respiro lento e controllato, Spazio del Respiro nei momenti difficili, Il Sistema d’Allarme
    • Umore: La Stanza Bianca, Il Fiume, Le Etichette, La Crisalide,
    • Meditazioni utili per ansia e umore: Pratica informale sui sensi e il “Cosa sto facendo ora?”, Gli Ancoraggi e l’ascolto dei suoni, La Sala di Controllo
    • Meditazioni di chiusura: La Piramide, Il Mosaico

Dopo ogni induzione si svolge una inquiry di gruppo.

La Via della Natura si riserva di effettuare variazioni di date, programmi, piani di studi relativi alla formazione proposta, nell’ottica di un continuo miglioramento e di adeguamento alla legislazione vigente, con effetto immediato.

Tutti gli eventi formativi sono frequentabili anche singolarmente.

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